Pagina: Precedente - Successiva
Itaca n° 6: Sommario - pdf
Amici Casa della Cultura

Mi chiamo Raffaele A. Nudo (Ralph), sono nato a Mongrassano (CS) il 27 Agosto 1956. Sono emigrato negli Stati Uniti nel 1960 con i miei genitori. Il 9 Novembre 196, divenni cittadino naturalizzato degli Stati Uniti, all’età di undici anni. Io, e soltanto io, firmai il Certificato di Naturalizzazione e prestai il giuramento di rito. Secondo la legge americana per conseguire la naturalizzazione bisogna avere minimo 18 anni al momento del giuramento con cui si rinunzia alla cittadinanza di origine. Oppure un minorenne può divenire cittadino se uno dei genitori è cittadino americano, nato o, come nel caso di mio padre, naturalizzato (dal giugno 1965). Ma il giuramento del solo minorenne NON è consentito e quindi non si realizza la rinuncia alla cittadinanza di provenienza (questo aiuterebbe la mia posizione).
Nel settembre 1994, a mio padre, mia madre Florina Zuccarelli e mia sorella Natalina (nata nel 1960) fu notificato dal Consolato Generale d’Italia in Miami, il riacquisto della cittadinanza italiana, grazie ai provvedimenti di amnistia degli anni ’90 (per i quali io, sfortunatamente, non avevo fatto richiesta). Io sono orgoglioso d’essere cittadino americano, ma sento anche ugualmente, e con lo stesso orgoglio, d’essere cittadino italiano per diritto di discendenza consanguinea e per essere nato in Italia.
Spero, pertanto, fortemente di avere reintegrata e riconosciuta la mia cittadinanza italiana. Dal Consolato generale di N.Y. mi è stato risposto in varie occasioni che, dal momento che ho rinunziato alla mia cittadinanza italiana non sono cittadino italiano, né vale che sono nato in Italia ed i miei genitori sono cittadini italiani. Mi è stato anche detto che sono un traditore per avere rinunziato alla mia cittadinanza. Ma può un ragazzo di 11 anni essere considerato un traditore? Quando divenni cittadino americano non sapevo che avrei rinunziato alla cittadinanza italiana, né ero in grado di capirne le conseguenze.
Ora, non chiedo uno speciale aiuto, ma credo che il mio caso, piuttosto singolare, dovrebbe essere riesaminato e se necessario applicata un’eccezione in uno spirito di giustizia. Ho conservato e conservo molto viva la mia italianità. Sono fondatore e presidente di CIAO (Organizzazione no profit Italo-Americana del retaggio Calabrese), la cui missione è quella di tramandare la nostra lingua e la nostra cultura ai nostri figli che sono il nostro futuro. Pertanto il riacquisto della mia cittadinanza italiana è qualcosa che è parte del mio animo e, francamente, come la vedo io, è un mio diritto per essere nato in Italia. Mi è stato detto che se io vivessi in Italia per un anno, potrei chiedere la cittadinanza. Purtroppo, però, questa ipotesi è per me impraticabile.
Itaca n° 6: Sommario - pdf
Amici Casa della Cultura

Il singolare caso di Raffele A. Nudo
Un cittadino calabrese emigrato da bambino negli stati Uniti coltiva da anni un sogno: riacquistare ka cittadinanza italiana. Itaca ha interprellato il Ministero degli Esteri italiano.
Mi chiamo Raffaele A. Nudo (Ralph), sono nato a Mongrassano (CS) il 27 Agosto 1956. Sono emigrato negli Stati Uniti nel 1960 con i miei genitori. Il 9 Novembre 196, divenni cittadino naturalizzato degli Stati Uniti, all’età di undici anni. Io, e soltanto io, firmai il Certificato di Naturalizzazione e prestai il giuramento di rito. Secondo la legge americana per conseguire la naturalizzazione bisogna avere minimo 18 anni al momento del giuramento con cui si rinunzia alla cittadinanza di origine. Oppure un minorenne può divenire cittadino se uno dei genitori è cittadino americano, nato o, come nel caso di mio padre, naturalizzato (dal giugno 1965). Ma il giuramento del solo minorenne NON è consentito e quindi non si realizza la rinuncia alla cittadinanza di provenienza (questo aiuterebbe la mia posizione).
Nel settembre 1994, a mio padre, mia madre Florina Zuccarelli e mia sorella Natalina (nata nel 1960) fu notificato dal Consolato Generale d’Italia in Miami, il riacquisto della cittadinanza italiana, grazie ai provvedimenti di amnistia degli anni ’90 (per i quali io, sfortunatamente, non avevo fatto richiesta). Io sono orgoglioso d’essere cittadino americano, ma sento anche ugualmente, e con lo stesso orgoglio, d’essere cittadino italiano per diritto di discendenza consanguinea e per essere nato in Italia.
Spero, pertanto, fortemente di avere reintegrata e riconosciuta la mia cittadinanza italiana. Dal Consolato generale di N.Y. mi è stato risposto in varie occasioni che, dal momento che ho rinunziato alla mia cittadinanza italiana non sono cittadino italiano, né vale che sono nato in Italia ed i miei genitori sono cittadini italiani. Mi è stato anche detto che sono un traditore per avere rinunziato alla mia cittadinanza. Ma può un ragazzo di 11 anni essere considerato un traditore? Quando divenni cittadino americano non sapevo che avrei rinunziato alla cittadinanza italiana, né ero in grado di capirne le conseguenze.Ora, non chiedo uno speciale aiuto, ma credo che il mio caso, piuttosto singolare, dovrebbe essere riesaminato e se necessario applicata un’eccezione in uno spirito di giustizia. Ho conservato e conservo molto viva la mia italianità. Sono fondatore e presidente di CIAO (Organizzazione no profit Italo-Americana del retaggio Calabrese), la cui missione è quella di tramandare la nostra lingua e la nostra cultura ai nostri figli che sono il nostro futuro. Pertanto il riacquisto della mia cittadinanza italiana è qualcosa che è parte del mio animo e, francamente, come la vedo io, è un mio diritto per essere nato in Italia. Mi è stato detto che se io vivessi in Italia per un anno, potrei chiedere la cittadinanza. Purtroppo, però, questa ipotesi è per me impraticabile.
0 commenti:
Posta un commento